DISASTER RECOVERY

2 data center ad Arezzo, a metà strada tra Roma e Milano

DISASTER RECOVERY

Le organizzazioni IT sempre più spesso si trovano a dover affrontare i problemi legati alla necessità di proteggere le applicazioni critiche e l'infrastruttura tecnologica dalle diverse cause di downtime. Gli eventi disastrosi sono inevitabili e spesso imprevedibili, per cui un'adeguata soluzione di Disaster Recovery rappresenta una forma di assicurazione per la protezione delle risorse IT e, quindi, per i dati che custodisce e i processi aziendali che supporta. Proprio come una polizza assicurativa efficace, quindi, il Disaster Recovery ideale deve garantire la massima protezione al minor costo e ridurre al minimo i problemi.

Le aziende che subiscono un evento di perdita di dati difficilmente riescono a riprendersi in caso di perdita ingente e quelle che si risollevano lo fanno con estrema fatica. Senza un adeguato sistema che metta al riparo da eventi imprevisti, le conseguenze possono essere spiacevoli. La soluzione deve essere adeguata ai rischi che l'azienda corre con il proprio modello di business e nel proprio contesto di mercato, senza appesantire i costi delle infrastrutture o limitare visibilità e velocità nei movimenti.

L'approccio generale di Aruba alla definizione di un adeguato sistema di Disaster Recovery per la clientela business enterprise, è declinato sulla base di tre possibili scenari:
  • Azienda che ha già la sua infrastruttura e vuole un DR su un'infrastruttura fisica
  • Azienda che ha già la sua infrastruttura fisica e vuole un DR sul Cloud
  • Azienda che non ha niente e vuole un un'infrastruttura 100% cloud-based (Infrastruttura virtuale + DR)
Sono tre gli elementi fondamentali nella realizzazione di un piano di DR:
  • I processi e procedure di emergenza
  • La certezza di avere ridondanza nei servizi critici
  • La totale conoscenza e padronanza delle infrastrutture e delle soluzioni
In via generale non è possibile definire una soluzione standard di DR applicabile a tutte le realtà di business. Ogni cliente va visto come un caso a sé stante e, nella definizione di un piano di DR, va tenuto conto delle sue specifiche esigenze.

Aruba, forte dell'esperienza che nasce sia dal mantenimento di sistemi proprietari complessi sia dal mantenimento di infrastrutture di proprietà di clienti appartenenti a svariati settori, considera ogni attività come "soluzione a progetto", da studiare insieme al cliente.

La fase di pre-analisi

Vengono identificati i possibili rischi e le probabilità relative. Questa fase di analisi viene condotta dal Team di Ingegneria di Aruba insieme al team individuato dal cliente. La scelta del sistema di DR da implementare parte dall'obiettivo che si desidera raggiungere è cioè il livello di servizio da assicurare. Questo viene determinato attraverso due obiettivi di ripristino:
  • RTO (Recovery Time Objective): il tempo massimo che intercorre tra un'interruzione e il ripristino delle operazioni.
  • RPO (Recovery Point Objective): il momento in cui i dati ripristinati sono stati salvati; riflette la quantità massima di dati che verranno persi durante il processo di ripristino.

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IL VENTAGLIO DELLE SOLUZIONI DI DR

1) Azienda che ha già la sua infrastruttura fisica e vuole un DR su infrastruttura fisica

Viene attivata un'infrastruttura fisica presso il data center di Aruba, in grado di replicare ed erogare tutti o parte dei servizi del cliente. Si tratta di definire e configurare il giusto dimensionamento sulla base dell'infrastruttura “as-is” del cliente e secondo le priorità di ripristino dei servizi. Entrano in gioco elementi importanti quali le specificità dei servizi del cliente.

Esempio:Vantaggi: risorse fisiche dedicate completamente al cliente, maggiori capacità computazionali.
2) Azienda che ha già la sua infrastruttura fisica e vuole un DR sul cloud

La scelta del sito di Disaster Recovery può ricadere sull'attivazione di un'infrastruttura cloud privata, quindi dedicata esclusivamente al cliente, o pubblica, dove le risorse sono garantite ma condivise. In entrambi i casi, l'architettura IT in questione sarà localizzata all'interno di uno dei data center Aruba e, nel caso di esigenze particolari, si potrà scegliere oltre ai 2 data center italiani anche quelli situati in altri paesi in Europa (Francia, Repubblica Ceca, Germania e Inghilterra).

Esempio: Vantaggi: la virtualizzazione consente di ottimizzare l'architettura in termini di hardware necessario sul sito di DR e semplifica le operazioni di ripristino, sia in caso di effettivo disastro, sia di test delle procedure di DR. È possibile automatizzare e semplificare il failover delle macchine virtuali a livello applicativo e di storage, accelerando il processo di Disaster Recovery.
3) Azienda che non ha niente e vuole un un’infrastruttura 100% cloud-based (Infrastruttura virtuale + DR)

È possibile definire un'infrastruttura virtuale per entrambi gli ambienti (primario-produzione e secondario-disaster recovery) utilizzando il network di data center del gruppo Aruba. A seconda delle specificità del progetto, potrà essere conveniente realizzare un cloud privato o pubblico.

Esempio:Vantaggi: massima flessibilità sul cloud pubblico, che si traduce nella possibilità di modificare il dimensionamento dell'infrastruttura sulla base di esigenze anche momentanee. Si ha lo stesso livello di flessibilità sia per l'ambiente di produzione sia per quello di DR. Nel caso si scelga una piattaforma pubblica, si otterranno grandi benefici in termini di contenimento dei costi e di scalabilità. Nel caso si tratti di un'infrastruttura privata, invece, il maggiore vantaggio sarà relativo alle performance garantite dall'ambiente dedicato.
Rating 4 (former Tier 4)
Il termine 'Tier' è stato utilizzato per lo standard ANSI/TIA-942 fino all'edizione del marzo 2014. Nell'edizione del marzo 2014, il termine 'Tier' è stato sostituito da 'Rating'.